ISCRIVITI ALL' A.N.P.I.

Martino Lepri e Balbo Morlupo
 
La sezione dell’Anpi di Bevagna è intitolata a Martino Lepri e Balbo Morlupo, due eroi della lotta partigiana, morti per la liberazione della patria, per la libertà e per l’onestà. 
Di fatto la loro uccisione avvenne per mano di altri partigiani o presunti tali, in modalità e tempi diversi fra loro, ma presumibilmente per lo stesso movente.

Balbo Morlupo detto “Angelo”, studente classe 1924, all’indomani dell’8 settembre 1943, contrariamente ad altri bevanati, si unì ai Sancarlisti di Foligno che avevano stabilito la loro base a Radicosa, sulle colline di Trevi, costituendo il nucleo primigenio della brigata Garibaldi di Foligno. Insieme a lui c’era anche suo fratello  Balilla, di appartenenza “comunista o filocomunista”, che diventò successivamente commissario politico della brigata. Fu assassinato, dopo breve tempo dalla latitanza, e precisamente il 19 febbraio del 1944, a Pieve Torina, sull’Appennino umbro marchigiano. Nella zona si era installato un raggruppamento di partigiani che, al comando di un certo Pasquale di Roma, vivevano taglieggiando e terrorizzando la popolazione locale. Balbo, saputo dei fatti, si accingeva a denunciare al comando generale le ruberie della banda e fu ammazzato. Il giorno seguente, con un azione di sorpresa, i partigiani della Brigata Garibaldi, agli ordini di Franceschini, circondarono e disarmarono la banda. Sottoposti a pubblico processo di fronte alla popolazione, Pasquale e il suo luogotenente furono fucilati sul posto. A Balbo “Angelo” Morlupo fu poi intitolato un battaglione della IV brigata Garibaldi. A Balbo “Angelo” Morlupo è stata dedicata una via della città di Bevagna.

Nell’aprile del ’44 quando morì, Martino Lepri non aveva ancora compiuto 30 anni. Era maestro elementare, sposato con Antonia Santi, nipote del socialista Pietro Santi farmacista della città, e padre di due figli piccoli.  Alla caduta del regime fascista, dopo aver servito la patria in Marina nella guerra di Etiopia, probabilmente esausto per i soprusi del regime fascista, abbatté con l’amico Cesare Manini, le insegne del fascio littorio della bacheca in via Flaminia. Fu catturato dai tedeschi e dai fascisti locali e internato successivamente nel carcere di Foligno. Durante il suo trasferimento nel penitenziario di Perugia evase in maniera rocambolesca dal treno bombardato. Rientrato a Bevagna furtivamente, fuggì sulle colline verso la Madonna dell Valle, aggregandosi poi ad altri fuggiaschi provenienti da Castelbuono e Torre del Colle. Partecipò probabilmente in maniera molto attiva, considerato anche il suo titolo di studio, alla crescita politica e militare della banda di Damino Pelagatti che si stava organizzando e che in seguito confluì nella IV Brigata Garibaldi di Foligno. Martino Lepri morì assassinato il 22 aprile 1944 per mano di Harum Regepovic e Memetovic Memet, slavi montenegrini che appartenevano alla stessa banda, e che avevano preso a razziare la popolazione locale. Le forti rimostranze di Martino alle loro azioni infastidirono non poco gli slavi che decisero la sua fine. Subito dopo la guerra, a Martino Lepri è stato intitolato il Circolo della Federazione Comunista di Torre del Colle. A Martino Lepri è dedicata una via della città di Bevagna.

FRAMMENTI DI STORIA

PRENOTA QUI

CERRETO PIANO

CASTELBUONO

BEVAGNA '43 - '44

MUSEO RESISTENZA

Realizzato con SitoInternetGratis :: Fai una donazione :: Amministrazione :: Responsabilità e segnalazione violazioni :: Pubblicità :: Privacy