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Don Michele Lilli

La morte di Don Michele Lilli è assai controversa considerate le circostanze e soprattutto l'andamento delle ricostruzioni e delle ipotesi fin qui accertate.

Don Michele Lilli, 33 anni, originario di Giano dell'Umbria, era il parroco di Santa Maria Laurenzia fin dal suo arrivo in città nell'ottobre del '42.

Don Michele era particolarmente assai conosciuto a Bevagna. Fu nominato da subito insegnante di religione al Ginnasio “Carlo Santi” ed era un giovane prete dal carattere gioviale, pieno di iniziative e di progetti.

Abitava in una palazzina in vocabolo Pian dei Molini, oltre il ponte sul Timia, e con lui vivevano il nipote Pietro e un altro prete. Al piano terra invece i tedeschi avevano requisito le stanze per soggiornare, instaurando tra l'altro con i preti e il giovane nipote relazioni assai distese.

La mattina del 16 giugno Don Michele Lilli si era recato al monastero delle Monache del Monte per portare a casa il pane che le suore quasi ogni giorno gli lasciavano e poi a messa.

La situazione non era delle più belle. I tedeschi erano preoccupati e nervosi per l'imminente ritirata considerando che gli alleati erano oramai alle porte di Montefalco e di Bastardo e che l'attività dei partigiani capeggiati da Damino Pelagatti rendeva le loro manovre problematiche. I fascisti e i tedeschi erano impegnati a minare i ponti, il consorzio agrario e la torre di porta Cannara.

Tornando a casa Don Michele trovò i ponti presidiati dalle sentinelle armate. Decise allora l'attraversamento in una delle parti in secca del fiume. Erano all'incirca le nove di mattino.

Don Michele fu trovato, alle 4 del pomeriggio, quando oramai gli alleati erano in città da almeno un ora, crivellato da 7 pallottole che gli avevano trafitto il petto e una coltellata che gli aveva squarciato una gamba. Teneva gli occhi ancora aperti e il rosario nelle mani. Furono il nipote Pietro e il prete che viveva con lui, don Pancrazio Pierotti, a trovarlo vicino a una forma, dentro una capanna, accanto la strada che sale per la Madonna delle Grazie, lì dove oggi c'è una lapide, eretta il 16 giugno 1945 a un anno dalla morte, che lo ricorda: QUI / OVE IL FURORE E LA BARBARIE TEDESCA / FECERO SCEMPIO DELLE MEMBRA SANTE / DEL LEVITA DI CRISTO / DON MICHELE LILLI / PARROCO DI SANTA MARIA LAURENTIA / A GESU CROCIFISSO / QUESTO TABERNACOLO ERESSERO / L’ESACRAZIONE E LA PIETA / DEL POPOLO DI BEVAGNA / NOBILE RETAGGIO AI FIGLI SUOI / NEL GIORNO DEL PRIMO ANNIVERSARIO 16 GIUGNO 1945 (lapide sul basamento dell’edicola).

L'uccisione di Don Michele Lilli rimane un mistero. L'ipotesi che i tedeschi in ritirata, come riferito in alcuni documenti e come riportato in questa lapide, abbiano pugnalato e passato per le armi il acerdote è di per sé poco attendibile.

 

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