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Damino Pelagatti

Damino Pelagatti fu un partigiano importante per Bevagna, soprattutto per la sua attività nelle zone collinari tra Bevagna e Madonna della valle.

Figlio di un caduto della grande guerra, di origine di Castelbuono, combatté nel ’41 nel Regio Esercito Italiano nell’invasione del Montenegro. Nel'43, al richiamo delle armi, preferì la fuga sui monti.

Rocambolesca fu la sua fuga. Alla vista dei fascisti e dei tedeschi che lo accompagnavano, con la madre intenta a distrarli, saltò dal retro, al secondo piano della casa, in mezzo agli olivi, aggrappandosi ai rami. Presa la direzione di un fosso che scorreva non lontano, risalì velocemente per poi perdersi nella macchia. I fascisti e i tedeschi spararono diverse raffiche di mitra senza raggiungerlo. Restò immerso in un altro fosso tutta la notte per sfuggire i cani che lo braccavano. Lo inseguirono fino a notte fonda ma oramai aveva fatto perdere le sue tracce.

A Damino Pelagatti ben presto si unirono diversi parenti, amici e conoscenti: il cognato Marzio Albi, poi Sabatino Placidi e Antonio Bianchi da sempre grandi amici; poi Tordoni Angelo, Novello Perugini, Euro e Dante Bonifazi, tutti di Castelbuono e dintorni. Si unirono successivamente a loro, come risulta da una relazione dello stesso Pelagatti: Proietti Antonio, Sbraletta Giuseppe, Austero Grivelli, Zefferino Cerqueglini, Sensidoni Giovanni e Celati Gino, Radicioni Osvaldo, Sinibaldo e Giovanni Sinibaldi, Scatoli Ottavio, Otello Monarca, Proietti Domenico, Biagetti Filippo, probabilemente in collegamento con Martino Lepri. Vi erano poi un gruppo di collaboratori: Carlo Poggi, Guglielmo Segatori, Raniero Ferretti, Alarico Silvestri, Giuseppe Salvati e Angelo Silvestri.

La banda, secondo Damino Pelagatti fu costituita il 28 settembre 1943, 20 giorni dopo l'armistizio. Il comandante di quel gruppo era lo stesso Damino Pelagatti.

Più grande d’età degli altri fuggitivi Pelagatti si fece notare per l’assoluta conoscenza e padronanza di quei luoghi. Questa prerogativa fu decisiva, allor quando, la ricostruita Brigata Garibaldi di Foligno, dopo essere stata attaccata, nell’aprile del ’44, dalla divisione SS Hermann Goering, si ricompattò sulle colline di Bevagna e Bastardo.

Al gruppo di Damino si unì probabilemente il gruppo di fuggiaschi bevanati componendo la banda che conflui poi nella IV brigata Garibaldi.

Alla fine della guerra, dopo la liberazione di Bevagna, Damino Pelagatti fu uno dei tre reggenti la caserma dei carabinieri, posto che lasciò subito dopo la nomina di un nuovo comandante.

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